Dai 16 ai 26 anni: allenarsi alla consapevolezza per scegliere chi diventare

In un momento storico in cui adolescenti e giovani adulte si confrontano quotidianamente con aspettative elevate, pressione sociale e difficoltà nel riconoscere ed esprimere le proprie emozioni, diventa sempre più importante creare spazi dedicati all’ascolto e alla crescita personale.

Nasce da questa esigenza il percorso rivolto a ragazze dai 16 ai 26 anni promosso da Radica: tre incontri esperienziali pensati per accompagnare le partecipanti in un lavoro di esplorazione di sé attraverso i temi della consapevolezza, della vulnerabilità e dei desideri.

L’obiettivo del progetto è offrire uno spazio sicuro e non giudicante in cui le giovani possano fermarsi, ascoltarsi e confrontarsi, allenando competenze emotive e relazionali fondamentali per il proprio benessere personale.

Un’età delicata e decisiva

La fascia d’età tra i 16 e i 26 anni rappresenta una fase di grande trasformazione.

Sono gli anni delle prime scelte importanti, della costruzione della propria identità, delle relazioni che cambiano e del bisogno di trovare il proprio posto nel mondo.

In questo periodo della vita, però, spesso manca la possibilità di sviluppare strumenti utili per riconoscere ciò che si prova, comprendere i propri bisogni e dare valore alle proprie emozioni.

Per questo motivo il percorso proposto da Radica mette al centro il lavoro sulle competenze emotive, considerate oggi sempre più essenziali per affrontare con maggiore consapevolezza la complessità della vita personale, scolastica, lavorativa e relazionale.

Consapevolezza, vulnerabilità e desideri

I tre incontri si sviluppano attorno a temi profondamente connessi tra loro.

Il primo riguarda la consapevolezza: la possibilità di riconoscere emozioni, bisogni, confini e modalità relazionali, imparando a osservare ciò che accade dentro di sé senza giudizio.

Il secondo incontro affronta il tema della vulnerabilità, intesa non come debolezza ma come capacità di mostrarsi autentiche e di costruire relazioni più profonde attraverso la condivisione delle proprie fragilità.

L’ultimo appuntamento è dedicato ai desideri, con l’obiettivo di aiutare le partecipanti a interrogarsi su ciò che desiderano davvero, distinguendo i propri bisogni autentici dalle aspettative esterne.

Un approccio esperienziale tra facilitazione e arteterapia

Il percorso alterna momenti di facilitazione esperienziale ad attività di arteterapia.

Attraverso strumenti come Dixit, Coralli e attività creative e simboliche, le partecipanti vengono accompagnate in un’esplorazione personale che utilizza immagini, metafore, gioco ed espressione artistica come strumenti di ascolto e condivisione.

L’approccio scelto punta infatti a creare esperienze concrete e partecipative, in cui il gruppo possa diventare uno spazio di confronto, riconoscimento reciproco e crescita.

In molti casi, immagini, colori e linguaggi creativi permettono di entrare in contatto con emozioni e vissuti difficili da esprimere soltanto attraverso le parole.

L’importanza di allenare le competenze emotive

Secondo Radica, lavorare sulle competenze emotive non rappresenta un’attività accessoria, ma una parte fondamentale del percorso di crescita delle giovani persone.

Saper riconoscere ciò che si prova, comunicare i propri bisogni, costruire relazioni sane e prendere decisioni consapevoli sono infatti abilità che incidono concretamente sul benessere personale e sulla qualità della vita.

Creare spazi dedicati all’ascolto emotivo e alla consapevolezza di sé significa quindi investire nel benessere delle nuove generazioni, offrendo strumenti utili per affrontare con maggiore autenticità e intenzionalità le sfide del presente.

Il percorso proposto da Radica si inserisce proprio in questa direzione: accompagnare le giovani a sviluppare una relazione più consapevole con sé stesse, con gli altri e con i propri desideri.

Perché crescere non significa soltanto scegliere cosa fare nella vita, ma anche imparare come stare bene dentro la propria vita.

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